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D. Che cosa si intende per Recumbent

R. La parola recumbent, in lingua inglese, (sdraiato) si riferisce alla posizione che si assume alla guida di questi mezzi. Familiarmente vengono anche chiamate "bents". Possono avere due, tre (trike) o anche quattro ruote (quad). Per lo più si pedala con le gambe, raramente con le mani, ve ne sono addirittura alcuni modelli che simulano il movimento della voga (rowing bike)

 

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D. Sono comode?

R. Sono molto comode. Le sedute delle recumbents sono ampie e la posizione semisdraiata del ciclista determina un assetto posturale naturale che elimina ogni tipo di indolenzimento o irritazione, condizione che si fà apprezzare soprattutto sulle medie e lunghe distanze.

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D. Sono difficili da condurre?

R. Assolutamente no. Necessitano però di un periodo di apprendimento per capire la situazione di equilibrio che può variare, anche di molto, tra un modello di bici ed un altro. Ma sopratutto, con le recumbents, vengono attivati differenti gruppi muscolari , per questo motivo ci vuole un po' di allenamento prima di riuscire a sviluppare la potenza necessaria per le salite impegnative. Comunque non preoccupatevi, perché andare in bent è così divertente che le sedute di allenamento non vi peseranno più di tanto.

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D. Come vanno in salita?

R. Alcuni pensano che, non potendo caricare il peso del corpo sui pedali, con le recumbents non si riescano a superare le salite,…..falso. In effetti, nonostante che le bents tendano ad essere più lente in salita, finché si riesce a mantenere l’equilibrio la bici va su, permettendo di superare notevoli pendenze. Essenziale nelle salite usare rapporti corti ed una rapportazione bene assortita. Per una condizione ottimale di guida bisogna imparare ad usare molto bene il cambio della bici adeguando il rapporto alla pendenza.

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D. Sono più veloci delle biciclette verticali?

R. Tutti i record mondiali, di velocità, ottenuti su mezzi terrestri a propulsione umana, sono stati ottenuti utilizzando delle recumbent carenate.

Record a parte, in pianura sono senz’altro più veloci e sopratutto, cosa importantissima, permettono di mantenere medie elevate con uno sforzo relativamente basso; in quanto facendo fulcro sulla schiena si incrementa notevolmente la potenza di spinta necessaria nell’uso dei rapporti lunghi.
Bisogna in ogni modo tener di conto che i fattori che influenzano il confronto sono molteplici, dal peso delle bici alla conformazione del territorio percorso, non dimenticando l’importanza della potenza del “motore”. 
Comunque, a nostro modesto parere, è assurdo voler contrapporre i due tipi di bicicletta che possono benissimo integrarsi a vicenda, specialmente nella preparazione atletica dei corridori. Per esempio si può usare la recumbent per le lunghe distanze, che si percorrono senza dolori al soprasella ed alla schiena, ed usare la specialissima per l’interval training ecc. ecc.

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D. Come si guidano?

R. Generalmente le recumbents possono essere o "above seat steering" (ASS), o "under seat steering" (USS). Nelle ASS il manubrio è collocato all'incirca all'altezza delle spalle, determinando il cosiddetto effetto "chopper". Nelle USS è invece situato giusto sotto il sedile. Se ci si adagia su di una sedia, ci accorgiamo che le braccia sono abbandonate comodamente lungo i fianchi: questa è la posizione in cui si impugnano le manopole in una USS.

Le ASS bents appaiono più convenzionali e sono maggiormente indicate per i principianti, ma anche le USS non sono particolarmente difficili da tenere sotto controllo.

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 D. Le recumbents sono un'invenzione recente?

R. Le recumbents sono apparse fin dalla metà del 1800 con il Mcmillan Velocipede e la Challand Recumbent.

Nel 1933 Charles Mochet costruì una recumbent a posizione supina chiamata "Velocar" con cui, tra il 1933 e il 1938, il corridore Francois Faure stabilì numerosi record, compreso quello dell'ora portandolo a 45,055 km.
Sfortunatamente il record di Faure creò una controversia nell'ambito dell'U.C.I. (Unione Ciclistica Internazionale) sul fatto se considerare la Velocar come una bici o no, e quindi sul valore legale del record. 
Nel 1934 l'U.C.I. decise in senso negativo e tutte le recumbents e le appendici areodinamiche furono bandite dalle competizioni. Questa è la ragione per cui le recumbents non hanno guadagnato molta popolarità sulla scena delle gare, e per questo non sono mai state prodotte in grande serie dalle fabbriche di bici. Per oltre un secolo fin dall'introduzione del Rover Safety Cycle, costruito in Inghilterra nel 1884, la forma base del telaio a diamante è cambiata di poco.

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D. Quali sono i differenti tipi di recumbents?

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R. La differenza principale riguarda la lunghezza della bici e la posizione della pedaliera rispetto alla ruota anteriore, ci sono:

1) long wheel base (LWB)
2) short wheel base (SWB)
3) compact long wheelbase bike (CLWB)
4) trike


Fig. 1

In una long wheelbase bike (LWB) la distanza tra le ruote oscilla tra i 165 e i 180 cm. La guida è confortevole e dolce, veloce e stabile, di contro si segnala una certa lentezza nella manovrabilità che potrebbe creare qualche problema nelle strade strette e trafficate.

In una short wheelbase bike (SWB) la distanza tra le ruote oscilla tra gli 84 e i 115 cm. La ruota anteriore è al di sotto, o poco avanti, alle ginocchia del guidatore, con il deragliatre centrale montato su di un piccolo tubo verticale. Sono molto maneggevoli, facili da manovrare, compatte e semplici da trasportare.

In una compact long wheelbase bike (CLWB) la distanza tra le ruote oscilla tra i 117 e i 177 cm. sono queste le bici più facili da condurre. Hanno un'ottima risposta alla guida, sono molto stabili e, avendo una seduta più alta sono maggiormente visibili, trovando così un gran numero di estimatori.

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Fig. 2

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Fig, 3



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TRIKES

Fig. 1

I trikes sono le recumbent più facili da gestire, in quanto in salita non presentano i problemi delle due ruote nel mantenimento di equilibrio a bassa velocità e permettono, con rapporti adeguati, di affrontare qualunque tipo di pendenza con pochissima fatica.    In rapporto alle bents a due ruote sono generalmente più lenti ma, se forniti di carena integrale,diventano molto più veloci, in pianura, anche delle biciclette verticali e prendono il nome di velomobile.

Ne esistono di due tipi:

1 ) Tadpole (una ruota dietro e due davanti )

2 ) Delta (due ruote dietro e una davanti ) 


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Fig. 2




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